Daniela Molinari

 

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Daniela Molinari

 

12° Congresso Nazionale S.I.Co. “Il Counseling guida al cambiamento”
28-29 Novembre 2015 Due giorni a Roma

Intanto mi sono data il permesso di essere qui, e non è poco.

Spesso siamo noi i primi a dirci dei no, prima ancora di farceli dire dagli altri; questo permesso infatti possono negarcelo in tanti: il senso del dovere di buona moglie e madre che deve immolarsi alla famiglia, il senso di indispensabilità sul lavoro, il “buon senso” che sconsiglia di andare a Roma “proprio adesso …con quello che succede nel mondo” e chi più ne ha più ne metta.

Ma ora, col mio permesso, sono qui in prima fila a godermi questi due giorni di total-immersion nel Counseling.

È importante esserci, perché da sempre il Congresso Nazionale S.I.Co. è luogo dove affinare le proprie abilità professionali, fare nuove conoscenze, ascoltare altri punti di vista, scoprire cosa si fa nelle altre regioni d‘Italia e tanto ancora: è un po’ come sentirsi parte della rete.

E lo stanno dicendo anche i Relatori che si alternano con un’armonia perfetta, orchestrati dalla capace regia del nostro Presidente Gigliola Crocetti.

Angelo Deiana, Maria Cristina Koch, Franco Nanetti, Alessandra Canuto, Alberto Ugo Caddeo, Domenico Bellantoni, Guido Traversa, per citarne solo alcuni…

Il fil-rouge, il testimone passato sul palco, come in una staffetta olimpica, intervento dopo intervento, da un Relatore all’altro, è il pensiero di poterci sentire più forti perché appartenenti ad un Qualcosa di più grande di noi ma in cui ci riconosciamo, ed avere consapevolezza che Esso appartiene a sua volta ad un Qualcosa di più grande sino ad arrivare a sentire di far parte del ”Tutto”.

Già dai primi alternarsi degli oratori è piacevole la sensazione comune che ci scambiamo fra i convenuti, di sentire spiegati con chiarezza quei concetti, quelle convinzioni, quelle idee, che erano già presenti in noi ma ci era difficile esprimere con le parole: l’esposizione chiara di un pensiero condiviso che diventa consapevolezza: bello.

Solo questo vale il costo della trasferta.

Per dirla con la fisica quantistica… (che fra l’altro la sta facendo da padrona nei discorsi di tutti i convenuti), oggi al Congresso abbiamo arricchito il nostro patrimonio genetico di informazioni preziose per i nostri posteri.

Sul palco ora si sta parlando di futuro … il futuro della nostra progenie, e penso al nostro presente che fu il futuro dei nostri avi.

Così come stiamo facendo oggi noi, anche loro, seppur inconsapevolmente, agivano con le loro esperienze dando un imprinting ai loro cromosomi, e così avrebbero passato a noi tanti dei loro pensieri, insieme al colore dei capelli, al profilo del naso, alle malattie genetiche e a tutto il resto.

Sale sul palco un collega che per usare un litote di manzoniana memoria, potrei definire non molto dotato di capacità di sintesi, oppure usando un’allegoria omerica, potrei definire meticoloso nell’esposizione del suo pensiero, come il Dio Efesto quando forgiava e cesellava lo scudo di Achille.

Ma così come non lo fece Marco Antonio nell’ orazione funebre in onore di Giulio Cesare, neppure io lo farò.

Il collega parla di concetti abbastanza interessanti, seppur con un mono-tono fra il soporifero e l’irritante… e la mia mente inizia a vagare, si forma un pensiero… quasi un sogno da svegli…

Siamo agli albori della civiltà, un uomo solo su un promontorio davanti al mare, guarda lontano, l’orizzonte a 360° lo pone al centro dell’Universo.

Un cerchio con lui al centro. Ha in mano un bastone, lo alza verso il cielo (forse il microfono del collega mi ha ispirato il pensiero?)

Il Sole che sembra girare intorno alla Terra, la Volta Celeste che si muove con moto circolare anch’essa… e perciò la certezza che tutto ruoti intorno a lui.

Una meraviglia così, solo un essere superiore, un Dio, può averla immaginata e creata per lui.
…ma come sarà Dio?

Un Dio, immaginato dal nostro avo, ovviamente a sua immagine e somiglianza, simile a quel puntino al centro del cerchio.

Poi, una volta creata nella sua mente quell’idea di Dio, egli capovolgerà questo pensiero nel più consono e rispettoso “ e Dio fece l’uomo a Sua immagine e somiglianza” … : Dio ed Uomo, comunque simili.

Mi viene da immaginare che su quel dirupo davanti al mare, l’omino si sentì grande ed onnipotente, e questa sensazione così forte di onnipotenza e di centrismo rispetto all’Universo si stampò così bene nel suo DNA, che poi passò incontaminato di generazione in generazione fino a noi, fino al collega sul palco, e comunque non fino a lui solo, quasi tutti ogni tanto ci cadiamo…

Il Counseling che porta al cambiamento: ecco dovrebbe occuparsi anche di questo ed aiutarci a provare a combattere l’idea di “egoriferimento”, come diceva Silvia Montefoschi, che è sempre e comunque presente in ognuno di noi.

Cambiamento ad esempio significa provare ad allontanarci dalla nostra visione egocentrica del mondo, da quel certo delirio di onnipotenza che ogni tanto prende il sopravvento, cosa che oltre ad aiutare a non sforare sui tempi di esposizione della propria relazione ad un Convegno, sicuramente ci permetterà nella vita di tutti i giorni di essere persone e Counselor migliori.

Ma ecco che sale sul palco un altro Relatore e come per magia ancora una volta sembra che dia voce ai mei pensieri… sta dicendo infatti che per migliorare la nostra professionalità, dobbiamo superare ed integrare il tema della iperspecializzazione professionale utilizzando le potenzialità della rete per metterci a confronto con gli altri, superando le nostre derive specialistiche.

Ecco, ora basta volare con la mente per l’Universo.
Ecco, ora ascoltiamo chi ha qualcosa di interessante da dire. Shhhhh! Silenzio! Ascoltiamo.
Che bel Congresso, peccato chi se lo è perso.

Daniela Molinari

S.I.Co.
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